Che bravo cane!

che bravo cane

“Che bravo cane!” …Lo è davvero?

🐶 "Il Mio Cane è Bravissimo!" ...Lo è Davvero? | Giuliano Addestratore

 

In questo articolo faccio una riflessione sui “cani bravi”, sui parametri che spesso vengono utilizzati dai proprietari per definirli tali e soprattutto se questi parametri sono davvero giusti da prendere in considerazione.

Come inizia la storia…

Quando si accoglie un nuovo cucciolo in casa molte dinamiche cambiano all’interno della famiglia , perché il suo arrivo spesso stravolge le abitudini e in qualche modo la tranquillità che regnava fino a poco prima.

Ma anche l’equilibrio del cucciolo è profondamente scosso!

Infatti, durante i primissimi giorni il cucciolo ha necessità di ambientarsi e quindi non dà davvero il meglio di sé.

E se ci pensi, questo è sicuramente dovuto al distacco dai fratellini e dalla mamma che non sono mai facili da superare immediatamente, ma è anche dovuto al nuovo ambiente e le nuove persone con cui il cane inizia rapportarsi.

Il cucciolo quindi in questa prima fase sembra un angioletto caduto dal cielo, dorme, mangia, fa pipì e poi ridorme.

La quiete prima della tempesta

Questo periodo tutto sommato è molto molto ridotto e solitamente è la classica quiete prima della tempesta, perché il cucciolo non appena avrà preso confidenza con tutti gli elementi della sua nuova vita, inizierà a far uscire il suo carattere nel bene o nel male.

Passato qualche tempo dall’arrivo del cucciolo, i proprietari iniziano a definire con lui in un minimo di rapporto, le basi di quelli che poi saranno le loro dinamiche sociali e la loro relazione.

Il mio cucciolo è bravissimo perchè…

Ed è a fronte di queste prime vere interazioni tra proprietario e cucciolo che si inizia a formare nella testa del primo l’idea che il cucciolo sia bravo o meno, un’idea che si basa su alcuni parametri che spesso mi vengono riferiti proprio a riprova della bontà del cucciolo.

A cosa mi riferisco?

Sono più o meno sempre gli stessi 5 e, non appena te li leggerai, capirai subito cosa voglio dire:

1. il cucciolo è bravissimo perché ha già imparato a fare la pipì sulla traversa;
2. il cucciolo è già molto bravo perché ha già imparato ad aspettare a mangiare prima del mio via quando gli do la ciotola con il cibo;
3. il mio cucciolo è bravissimo perché in pochi giorni ha già imparato a dare la zampa;
4. il mio cucciolo è già molto bravo perché la notte dorme;
5. e infine, il mio cucciolo è molto molto bravo perché in soli 3 giorni gli ho insegnato il seduto e lo fa bene.

Hai capito di cosa parlo no?

cucciolo con smoking

Cioè, dal punto di vista del proprietario, è come se attraverso questi parametri si possa capire e confermare che il cane è effettivamente bravo, o viceversa che è un disastro di cane e non è per niente bravo.

Forse l’avrai già intuito, quello che penso è che tutte queste dinamiche, questi parametri, queste naturali propensioni del cane non possono essere assolutamente categorizzate come dei fattori sulla base dei quali poter affermare che un cane è bravo.

Questo è un mio personalissimo parere, sia chiaro.

Il mio punto di vista

Tutte queste non sono cose importanti per chiamare bravo un cane, perché personalmente al mio non chiedo di aspettare quando mangia o di dormire la notte, ma a prescindere sono cose che non valuto nemmeno nei lavori con i cani dei clienti perché piuttosto mi concentro sui punti chiave delle loro personalità per capire dove è importante lavorare.

Ad esempio, andrebbero prese in considerazione:

  • quali sono le situazioni che gli provocano stress;
  • quali sono i momenti che vive bene;
  • se vive determinati momenti della giornata con ansia, e se si perché;
  • se e perché cerca dei conflitti con noi;
  • cosa riusciamo anche noi a dare in cambio.

che bravo cucciolo

Venirsi incontro

Alcuni mi dicono: Giuliano ma è il cane che deve adattarsi a me e imparare a fare quello che dico io.

Questo tipo di frase onestamente non mi piace molto perché penso sempre che ci si debba venire incontro e non pretendere solo che il cane si modelli a nostra immagine e somiglianza.

Avere un bravo cane e aiutarlo a diventare bravo vuol dire conoscerlo anche rispetto a come interagisce con i suoi simili e accettare che ha piccoli o grandi spigoli comportamentali che si possono migliorare ed altri con i quali si può imparare a convivere, perché non tutto si può modificare o cancellare, così come per noi persone.



Il punto di vista del cane

Ma soprattutto ti invito a riflettere e guardare la situazione anche dal punto di vista del cane.

Prova per esempio a domandarti ogni volta che lui ti osserva durante la giornata:

Il mio cane, che si è ritrovato in casa mia non per sua volontà, è fortunato ad avere me come proprietario?

carezza al cane

Ricordiamoci sempre che siamo noi a scegliere i nostri cani, che siamo noi a volerli accogliere nella nostra casa, che siamo noi che ci prendiamo la responsabilità di doverli capire, ascoltare, aiutare e far sì che si possa avere una relazione una convivenza sana, e siamo noi che dobbiamo anche prenderci la responsabilità di metterci in gioco anche partendo dal loro punto di vista.

Spesso insomma guardiamo nel cane cose molto più futili rispetto a quelle che davvero dovremmo guardare ai fini di poter avere con lui una vita equilibrata una relazione sana.

Conclusione

Giudicare il cane dal fatto che sappia dare la zampa o che aspetti di mangiare nella sua ciotola se non ha il comando di via è come giudicare una persona dal fatto che sappia versare dell’acqua dalla bottiglia in un bicchiere, o che sappia infilarsi e allacciarsi una scarpa, o infine che sappia aprire una porta con una chiave.

Non sono dei parametri che possono davvero garantirci che quella persona sia una persona sana, equilibrata o che non abbia particolari problemi comportamentali ma sono ben altre e molto più profondi i fattori che sono da valutare.

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